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VPN anonima al 100%: esiste davvero?

Cosa significa essere anonimi su Internet? La propria identità può essere rivelata dalle attività svolte o dall'indirizzo IP usato per la connessione. L'indirizzo IP, assegnato dal fornitore di servizi Internet e generalmente pubblico, può infatti rivelare informazioni personali sull'utente, come la sua identità e la sua posizione. Per questo può essere importante nasconderlo utilizzando una VPN.

Ruth Matthews Ruth Matthews

Ruth Matthews

VPN anonima al 100%: esiste davvero?

Come funziona una VPN? Molto semplicemente, si tratta di un servizio che fa da intermediario tra l'utente e Internet, nascondendo l'indirizzo IP assegnato dal fornitore di servizi e rendendo la navigazione privata.

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Si può essere realmente anonimi con una VPN?

L'anonimato completo è molto difficile da raggiungere. Usare una VPN può essere molto utile per ottenere una navigazione privata e sicura e per nascondersi da chi vuole ottenere informazioni sulla propria attività online, ma è praticamente impossibile ottenere una navigazione anonima al 100%. Sono infatti molti i modi in cui i propri dati personali possono essere rivelati a terze parti, spesso senza la consapevolezza dell'utente e senza la possibilità di evitarlo.

1. Fornitore di servizi Internet

Di norma, l'indirizzo IP viene assegnato dal proprio fornitore di servizi Internet e si tratta di un indirizzo pubblico: in pratica, l'IP può essere facilmente individuato da un hacker o da terze parti, i quali potrebbero poi risalire all'identità dell'utente corrispondente. Inoltre, il fornitore di servizi Internet è anche in grado di vedere tutte le attività online svolte dall'utente: i siti visitati, i file scaricati, le persone contattate, etc.

Con una VPN, invece, l'indirizzo IP mostrato al pubblico sarà quello della VPN stessa: in questo modo, sarà possibile proteggere la propria identità da hacker o malintenzionati, ma ovviamente non dal proprio fornitore di servizi Internet. Tuttavia, il fornitore di servizi non sarà più in grado di vedere le attività online svolte dall'utente.

2. Sorveglianza governativa

In certi paesi, il governo può spiare e controllare l'attività di chiunque si colleghi a Internet. Questo accade soprattutto in paesi che attuano forti censure, ma è una possibilità reale anche in paesi insospettabili. Quasi ovunque, infatti, il governo potrebbe chiedere ai fornitori di servizi Internet di consegnare le informazioni sugli utenti in loro possesso.

Le VPN possono essere utili in alcuni di questi casi, ma in quei paesi che applicano forti censure è probabile che anche i servizi di VPN siano controllati o bloccati direttamente dal governo. Se ci si trova in questi paesi, quindi, è importante essere consapevoli di ciò e, se possibile, scegliere una VPN affidabile e che sia in grado di aggirare anche i blocchi governativi.

3. Siti Web

L'indirizzo IP, essendo pubblico, è visibile a tutti i server a cui ci si collega. Ogni sito visitato, quindi, potrà ottenere informazioni sull'identità e sulla posizione dell'utente. Una VPN protegge questo tipo di dati, ma altre informazioni rimangono disponibili. Ad esempio, anche utilizzando una VPN i siti Web sono in grado di rilevare il browser e il sistema operativo utilizzato.

I siti, inoltre, utilizzano i cookie per memorizzare informazioni relative agli utenti: questi cookie non sono normalmente bloccati dalle VPN, quindi devono essere eliminati manualmente se non si vuole lasciare alcuna traccia della propria attività.

4. Social network

Le piattaforme social raccolgono moltissimi dati personali in modo da profilare gli utenti e mostrare annunci pubblicitari mirati. Questi dati possono poi essere condivisi anche con altre aziende senza che l'utente ne sia al corrente.

L'unico modo per proteggersi al 100% dai social network è quello di non iscriversi o eliminare il proprio profilo. Se questa soluzione non dovesse essere possibile, si può cercare di condividere soltanto le informazioni essenziali per l’uso del servizio e di negare il consenso alla condivisione dei propri dati con terze parti. In questo caso, una VPN non è in grado di proteggere l’utente dall'uso dei dati personali da parte delle piattaforme social.

5. App di messaggistica

Un'app di messaggistica, per essere sicura al 100%, deve garantire la crittografia delle conversazioni. Non tutte le app però dispongono di questa funzionalità: in questo caso, i messaggi inviati e ricevuti possono essere intercettati e letti da hacker, spie, datori di lavoro, etc. Anche le app che garantiscono una crittografia end-to-end possono però tenere traccia di alcune informazioni, come le abitudini di navigazione e i contatti più frequenti.

Per ovviare a questi problemi, una soluzione possibile è quella di usare una VPN per crittografare tutto il traffico in entrata e in uscita. Molti fornitori di VPN offrono infatti una crittografia di nuova generazione che garantisce la massima sicurezza per i propri dati e per le proprie comunicazioni, anche quando si utilizzano app di messaggistica poco sicure.

Come accertarsi che la VPN scelta garantisca l'anonimato?

Come già specificato, essere anonimi al 100% quando ci si collega a Internet è molto difficile: quello che si può fare è usare una VPN in tutte le occasioni che lo consentono, in modo da avvicinarsi quanto più possibile all'anonimato completo. Bisogna però anche scaricare la VPN giusta, perché non tutte offrono gli stessi servizi e le stesse funzionalità.

1. Servizio VPN senza registrazione dei dati: una VPN sarebbe inutile se non proteggesse anche dalla VPN stessa. È quindi molto importante assicurarsi che il fornitore scelto garantisca di non registrare alcun dato relativo alla navigazione e che l'identità degli utenti non venga condivisa con terze parti, incluse le agenzie governative.

2. Protezione da DNS leak: se, in qualsiasi momento, la propria attività online dovesse essere reindirizzata tramite i DNS predefiniti del fornitore di servizi Internet, la sicurezza della propria connessione verrebbe meno. Per questo è fondamentale che la VPN scelta protegga da questa eventualità, chiamata DNS leak, e che garantisca che il traffico sia sempre e totalmente indirizzato ai DNS gestiti direttamente dalla VPN attraverso un tunnel criptato.

3. Kill switch: nell'eventualità che la VPN smetta di funzionare o subisca un guasto momentaneo, deve essere possibile interrompere immediatamente qualsiasi connessione a Internet, in modo da non trovarsi esposti a eventuali rischi. Il kill switch è la funzionalità che permette di interrompere la connessione in modo automatico non appena la VPN smette di funzionare.

Disponibile anche in: English, Português Brasileiro e altre lingue.

Ruth Matthews
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success Autore verificato
Ruth Matthews è una content manager di NordVPN. Avendo sempre avuto interesse nella sicurezza dei dati e nella privacy digitale, studia regolarmente l'argomento e condivide le sue intuizioni con i lettori.