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National Privacy Test 2025: Italia 11ª al mondo per competenze in sicurezza informatica

Il National Privacy Test è un sondaggio internazionale che misura la consapevolezza su cybersecurity e privacy digitale. Quest’anno gli italiani che hanno partecipato alla survey hanno ottenuto risultati sotto la media nelle principali aree analizzate, confermando l’andamento dello scorso anno. Sul fronte della privacy il nostro Paese scende dal 10° all’11° posto. Per fortuna, ci sono degli aspetti in cui gli italiani sembrano addirittura eccellere. Vediamo nel dettaglio.

16 set 2025

11 min di lettura

Come si colloca l'Italia secondo l'NPT 2025?

Cos’è il National Privacy Test

Il National Privacy Test (NPT) è un sondaggio internazionale che misura il livello di comprensione delle persone in materia di sicurezza internet e privacy online. Il test comprende 22 domande che coprono tre aree: abitudini digitali quotidiane, attenzione alla propria riservatezza e capacità di valutare i rischi in ambito digitale.

Quest'anno, oltre 30.000 persone provenienti da 185 Paesi hanno sostenuto il test per verificare la loro igiene informatica. Per rendere significativi i confronti a livello globale, l'analisi si concentra sui 31 Paesi con il maggior numero di risposte, ciascuno con almeno 100 partecipanti. Questo approccio rivela non solo il punteggio ottenuto dai singoli individui, ma anche le differenze tra i Paesi in termini di conoscenza della sicurezza online.

Ogni Paese riceve un punteggio NPT complessivo, calcolato sulle performance dei partecipanti in tutte le categorie del test. I partecipanti vengono inoltre classificati in quattro “Cyber Personas”, profili‑tipo che descrivono il loro livello di consapevolezza in tema di cybersecurity, dal meno preparato al più esperto.

Prima di analizzare i risultati di quest’anno, vediamo come si calcola il punteggio NPT e cosa rappresentano le Cyber Personas.

Come calcoliamo i punteggi

Il punteggio del National Privacy Test mostra quanto una persona comprenda la privacy online e la sicurezza informatica. Per calcolarlo, prendiamo in considerazione tre aree distinte:

  1. 1.Vita digitale quotidiana: in che modo le persone gestiscono le proprie informazioni, come password, aggiornamenti e autorizzazioni delle app e condivisione dei dati.
  2. 2.Consapevolezza della privacy: quanto sono in grado di riconoscere rischi quali truffe, tentativi di phishing o come le aziende raccolgono i dati personali.
  3. 3.Tolleranza al rischio digitale: quanto sono caute di fronte a situazioni rischiose online.

Il test, come abbiamo detto, comprende 22 domande in totale, ciascuna delle quali vale il 4,5% del punteggio. Il punteggio NPT complessivo è la media semplice dei tre punteggi di categoria (tutti con lo stesso peso). In breve: più risposte corrette in ogni categoria, più alto sarà il punteggio NPT finale.

Cosa sono le Cyber Personas?

Per facilitare l’interpretazione dei risultati, ogni partecipante è associato a una delle quattro Cyber Personas, ovvero profili‑tipo che illustrano livelli crescenti di conoscenza e consapevolezza in materia di sicurezza informatica e privacy:

  • Vagabondo/a Cyber - Cyber Wanderer (1-24%). I vagabondi cibernetici hanno una conoscenza molto limitata della sicurezza online. Ad esempio, non sanno come proteggere i propri account, dispositivi o dati.
  • Turista Cyber - Cyber Tourist (25-49%). I turisti se la cavano un po’, ma spesso inciampano negli errori più frequenti: possono individuare alcune minacce, ma non sanno come difendersi.
  • Avventuriero/a Cyber - Cyber Adventurer (50-74%). Questi utenti hanno una buona padronanza delle principali questioni di privacy e sicurezza: sanno proteggersi in molte situazioni, ma c’è ancora margine di miglioramento su alcuni aspetti.
  • Cyber Star (75-100%). Lo si capisce dal nome, le star sono le persone più esperte. Sono molto consapevoli dei rischi online, sanno come proteggere i propri dati e seguono abitudini digitali sicure.

Cosa rivelano i numeri sull’Italia?

Nel complesso, i partecipanti italiani restano poco preparati su diversi temi chiave. In particolare, proprio come lo scorso anno, molti di loro non percepiscono i rischi per la privacy legati all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito professionale. Inoltre, si confermano i meno informati a livello internazionale su tre aspetti critici:

  • le truffe più diffuse che sfruttano l’AI;
  • le tecniche con cui i cybercriminali rendono credibili URL falsi;
  • le modalità con cui i dispositivi possono essere infettati da malware.

Tuttavia, gli italiani mostrano una consapevolezza superiore alla media globale sull’importanza di aggiornare le app non appena è disponibile un update, posizionandosi davanti anche a Paesi vicini come Spagna e Portogallo. Inoltre, rispetto ai partecipanti di altre nazionalità, gli italiani figurano tra i più competenti nella creazione di password sicure e nel riconoscere offerte sospette di servizi di streaming.

Seguendo le tendenze globali, la conoscenza degli utenti del nostro Paese è cresciuta su tre fronti:

  • strumenti online per proteggere la privacy;
  • dati condivisi tramite le autorizzazioni delle app;
  • truffe comuni basate su AI.

La buona notizia (per consolarci!) è che non si registrano cali significativi in nessuna delle aree analizzate.

Evidenze principali

Il punteggio NPT degli italiani scende dal 51% del 2024 al 50% di quest’anno, con una conseguente perdita di una posizione nella classifica globale. I risultati confermano in gran parte l’andamento già emerso lo scorso anno, evidenziando alcuni punti di forza, ma anche aree ancora critiche. Nel complesso, il quadro non è particolarmente lusinghiero.


Risultati NPT complessivi Italia

Gli italiani continuano a seguire alcune buone pratiche di sicurezza: il 97% utilizza password complesse, il 93% gestisce con prudenza offerte sospette dei servizi di streaming, il 92% controlla attentamente le autorizzazioni delle app e l’86% evita di condividere dati sensibili sui social.

Dove, invece, c’è ancora molto su cui lavorare è la consapevolezza dei rischi informatici chiave: solo il 7% riconosce le implicazioni di privacy dell’uso dell’AI sul lavoro, l’8% sa quali metadati vengono raccolti dai fornitori di servizi internet, appena il 13% sa mettere in sicurezza il Wi‑Fi domestico, il 16% conserva correttamente le password e solo il 19% sa identificare un sito di phishing.


Conoscenza solida degli italiani in alcune aree del NPT

Non più principianti, non ancora campioni. L’utente italiano tipo è l’Avventuriero Cyber (51%): base solida, curiosità, ma ancora tanto margine di crescita. Subito dopo ci sono i Turisti Cyber (40%): esplorano le buone pratiche e fanno esperienza, ma pur conoscendo le regole non le applicano sempre con costanza. Per fortuna, invece, i Vagabondi Cyber restano una minoranza (3%), mentre le Star cibernetiche continuano a essere rare: 5%, ben sotto il 10% della media globale.

Cosa è cambiato rispetto al 2024?

Come abbiamo visto in precedenza, il National Privacy Test, svolto quest’anno da 1.383 partecipanti italiani, ha fatto registrare un punteggio medio di 50 su 100, con una flessione di un punto rispetto al 2024. Questa flessione si registra anche nelle altre aree oggetto della survey: il livello di consapevolezza della privacy passa dal 43% al 40%, mentre la tolleranza al rischio digitale perde 2 punti percentuali, dal 64% dello scorso anno al 62% di oggi.

Non mancano, però, segnali positivi. La consapevolezza degli strumenti per proteggere la propria privacy online cresce di 5 punti percentuali, raggiungendo il 24%. Anche la capacità di riconoscere le truffe basate sull’intelligenza artificiale aumenta: +7 punti, fino al 42%. Migliora infine la conoscenza della gestione dei permessi delle app, che arriva al 92%: è l’area in cui siamo davvero preparati.

Salvo qualche guizzo, tuttavia, in Italia la consapevolezza in materia di sicurezza informatica e tutela della privacy online è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno.

Non sorprende, dunque, l’aumento dei Vagabondi Cyber (dall’1% al 3%) e dei Turisti, seppur di un solo punto percentuale. Rispetto al 2024, gli Avventurieri scendono dal 54% al 51%, mentre le Cyber Star crescono di un punto percentuale.

Trovi tutte le principali informazioni sull'edizione dell'NPT 2024 in questo articolo sul nostro blog.

Panoramica dei risultati globali

Il National Privacy Test di quest'anno mostra che la consapevolezza globale in materia di privacy e sicurezza informatica rimane stabile, ma non migliora. Il punteggio NPT mondiale nel 2025 è stato, infatti, di 57 su 100, lo stesso dell'anno scorso.

Il punteggio relativo alla vita digitale di tutti i giorni continua a crescere di circa un punto percentuale l'anno, dimostrando che le persone stanno lentamente migliorando le loro abitudini online. Allo stesso tempo, però, diminuiscono la consapevolezza in materia di privacy e la tolleranza al rischio digitale, il che suggerisce che, sebbene gli individui stiano migliorando in attività di routine, come la gestione delle password o delle autorizzazioni, sono meno preparati ad affrontare le minacce in costante aumento.

Come negli anni precedenti, i partecipanti ottengono i risultati migliori sulle pratiche di base: creare password complesse (96% di risposte corrette), gestire offerte sospette di servizi di streaming (95%), decidere quali dati condividere con le app (94%) e riconoscere quali informazioni sensibili non andrebbero pubblicate sui social media (90%). Molti, inoltre, sanno identificare le principali modalità con cui i dispositivi possono essere infettati da malware.

I risultati più deboli emergono negli ambiti più nuovi e tecnici. Solo il 6% dei partecipanti conosce le principali questioni di privacy da considerare quando si utilizza l’intelligenza artificiale per lavoro. Restano inoltre molto basse le conoscenze su ciò che i fornitori di servizi internet raccolgono come metadati, su come proteggere il Wi‑Fi domestico, su dove archiviare in modo sicuro le password e sugli strumenti online che tutelano la privacy.

Marijus Briedis, Chief Technology Officer (CTO) di NordVPN, afferma:


"L’intelligenza artificiale ha alzato la posta nel panorama delle minacce online, ma i principi fondamentali della sicurezza restano immutati. Le persone stanno diventando più abili a individuare le truffe, ma troppe ignorano gli aggiornamenti o riutilizzano le password: sono proprio queste piccole lacune che i criminali sfruttano. Il test mira a formare gli utenti di tutto il mondo sulle principali minacce informatiche e a fornire indicazioni chiare e pratiche per ridurre i rischi di frode, raccolta indebita di dati, sorveglianza e altre minacce online".


A livello globale, il quadro generale delle cyber personas non è cambiato dal 2024: 1 partecipante su 10 è una Cyber Star. I punteggi più alti sono stati ottenuti da persone di età compresa tra i 30 e i 54 anni e da coloro che lavorano nel settore IT. I punteggi più bassi, invece, sono stati registrati tra gli studenti, i pensionati e le persone impiegate nel settore alberghiero o nell'edilizia.

Pensi di poter fare di meglio? Metti alla prova le tue conoscenze con il National Privacy Test. Per una visione completa, consulta i risultati globali nel rapporto NPT 2025.


Riepilogo complessivo globale NPT

I principali cambiamenti a livello globale

Rispetto allo scorso anno, emergono alcuni cambiamenti:

  • Gli utenti riescono a riconoscere più facilmente le truffe basate sull’AI. La consapevolezza è aumentata di cinque punti percentuali (dal 63% nel 2024 al 68% nel 2025). Ora più persone comprendono come i criminali informatici utilizzano l'intelligenza artificiale per ingannare le vittime, rendendo questo uno dei miglioramenti più significativi dell'anno.
  • La consapevolezza e l’adozione degli strumenti per la privacy continuano a crescere. La comprensione degli strumenti online che proteggono la privacy digitale è aumentata dal 27% nel 2024 al 32% nel 2025. Sebbene si tratti ancora di una percentuale complessivamente bassa, questo aumento di 5 punti dimostra che la consapevolezza di soluzioni come VPN, password manager e servizi crittografati si sta lentamente diffondendo.
  • È migliorata la consapevolezza sulle autorizzazioni delle app. La conoscenza dei dati da condividere con le app è aumentata di 3 punti (dal 91% al 94%). Questo costante miglioramento suggerisce che un numero maggiore di utenti sta imparando a limitare l'accesso e a proteggere le proprie informazioni personali.
  • Gli aggiornamenti continuano a essere trascurati. La consapevolezza dei vantaggi in termini di sicurezza degli aggiornamenti tempestivi delle app è scesa di altri 2 punti (dal 56% al 54%). Questo calo conferma una tendenza costante: molti utenti continuano a sottovalutare il ruolo degli aggiornamenti nella prevenzione degli attacchi hacker e nella correzione delle vulnerabilità.

Metodologia

Il National Privacy Test è un sondaggio online aperto a tutti: non prevede quote per età, genere o background e, di conseguenza, non è rappresentativo a livello nazionale. Nel 2025 lo hanno completato 30.792 persone, in aumento rispetto alle 25.567 del 2024 e alle 30.747 del 2023. I dati citati in questo articolo includono le risposte raccolte fino al 31 luglio 2025. Se i risultati pubblicati sul sito dell’NPT differiscono leggermente, è perché nel frattempo altre persone hanno sostenuto il test.

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Chiara Ribaldo | NordVPN

Chiara Ribaldo

Chiara è una copywriter convinta fermamente che ogni argomento a questo mondo possa trasformarsi in una straordinaria storia da raccontare e dalla quale imparare.