Cos'è una VPN PPTP e conviene ancora usarla?

Una VPN PPTP è una rete privata virtuale basata sul Point-to-Point Tunneling Protocol, uno dei primi protocolli VPN mai sviluppati e ancora oggi tra i più conosciuti. La crittografia del PPTP è ormai considerata debole e vulnerabile, al punto da renderlo inadatto alla protezione di dati sensibili. Proprio per questo è stato progressivamente abbandonato e sostituito da protocolli più moderni e affidabili. In questa guida vedremo nel dettaglio cos'è il PPTP e come funziona, quali sono i suoi limiti di sicurezza, come configurarlo passo dopo passo nel caso ti servisse davvero, e soprattutto quali alternative attuali offrono un livello di privacy e sicurezza nettamente superiore.

7 agosto 2026

16 min di lettura

Schermo di un laptop con l'mmagine di un elenco di protocolli VPN

Cos'è una VPN PPTP?

Una VPN PPTP è una connessione sicura che utilizza il Point-to-Point Tunneling Protocol, uno dei protocolli VPN più datati ancora oggi occasionalmente in uso. In pratica, il PPTP è l'insieme di regole che permette di creare un tunnel VPN tra il tuo dispositivo e un server remoto, all'interno del quale i dati viaggiano incapsulati e separati dal resto del traffico internet. È proprio questo meccanismo di tunneling a dare il nome al protocollo.

Per capire davvero cos'è una VPN PPTP, è utile chiarire prima cosa sia un protocollo VPN. Un protocollo VPN è l'insieme di regole tecniche che stabiliscono come viene creata e gestita una connessione VPN: definisce come i dati vengono incapsulati, autenticati e crittografati durante il tragitto tra dispositivo e server. La scelta del protocollo influisce direttamente su due aspetti fondamentali, la velocità e la sicurezza della connessione, ed è per questo che protocolli diversi offrono equilibri diversi tra prestazioni e protezione. Il PPTP, come vedremo, privilegia nettamente la velocità a scapito della sicurezza.

Il PPTP ha una storia lunga. Fu sviluppato a metà degli anni '90 da un consorzio guidato da Microsoft e venne integrato nativamente in Windows fin dai tempi di Windows 95, diventando così uno dei primi protocolli VPN accessibili al grande pubblico. Il suo scopo originario era pratico e ben preciso: consentire ai dipendenti in remoto di collegarsi alla rete aziendale attraverso le connessioni dial-up dell'epoca, come se fossero fisicamente in ufficio. In un contesto in cui la banda era limitata e le minacce informatiche erano molto diverse da quelle attuali, la leggerezza e la semplicità del PPTP VPN rappresentavano un vantaggio concreto.

Con il passare degli anni, però, lo scenario è cambiato radicalmente: le esigenze di sicurezza sono cresciute enormemente e i limiti crittografici del PPTP, un tempo trascurabili, sono diventati un problema serio, tanto da relegarlo oggi a un ruolo ormai marginale.

Come funziona una VPN PPTP?

Ora che è chiaro cos'è il PPTP e da dove nasce, vediamo più da vicino come funziona a livello tecnico. Comprendere il suo meccanismo aiuta anche a capire perché, pur essendo veloce, oggi sia considerato poco sicuro: alla base ci sono infatti scelte tecniche pensate per un'epoca in cui le esigenze di protezione erano molto diverse da quelle attuali.

La connessione PPTP passo dopo passo

Per capire come tutti questi elementi lavorano insieme, è utile seguire l'intero processo di connessione dall'inizio alla fine. Anche se avviene in pochi istanti e in modo del tutto trasparente per l'utente, dietro le quinte una VPN PPTP segue una sequenza ben precisa.

Tutto parte da una normale connessione a internet: il dispositivo del client deve essere già online, tipicamente attraverso la propria rete domestica o, come accadeva agli albori del protocollo, tramite una connessione dial-up. Questa connessione di base è il presupposto indispensabile, perché il tunnel PPTP viaggia comunque "sopra" la rete pubblica.

A questo punto viene stabilito un collegamento PPP (Point-to-Point Protocol) verso il fornitore di accesso, il canale che gestisce l'autenticazione iniziale e la trasmissione dei dati a basso livello. È lo stesso tipo di collegamento che storicamente permetteva a un computer di dialogare con la rete telefonica per andare online.

Una volta attiva la connessione di base, il PPTP effettua quella che possiamo immaginare come una "seconda chiamata virtuale": il client contatta il server PPTP attraverso la porta di controllo TCP 1723 e negozia i parametri della sessione. È in questa fase che vengono concordati l'autenticazione tramite MS-CHAPv2 e i dettagli della crittografia MPPE, gettando le basi del tunnel sicuro.

Stabilito il tunnel, entra in gioco il trasporto vero e proprio dei dati. I frame PPP contenenti il traffico dell'utente vengono incapsulati all'interno di pacchetti GRE e inviati attraverso il tunnel fino al server, che li estrae, li decifra e li inoltra verso la loro destinazione finale su Internet. Il percorso inverso segue esattamente lo stesso principio, così che la comunicazione risulti bidirezionale e continua per tutta la durata della sessione.

Il risultato, dal punto di vista dell'utente, è una connessione apparentemente diretta e immediata alla rete remota. È proprio questa combinazione di semplicità e rapidità ad aver reso il PPTP così popolare per anni, prima che le sue debolezze crittografiche ne compromettessero definitivamente l'affidabilità.

Porte e crittografia del PPTP

Sul piano della connettività, il PPTP utilizza due canali separati: la porta TCP 1723 per la gestione della sessione e il protocollo GRE (Generic Routing Encapsulation), identificato come protocollo IP 47, per il trasporto dei dati. Questa scelta progettuale consente di mantenere il protocollo semplice e veloce, ma crea alcune difficoltà nella gestione del traffico di rete, poiché GRE non utilizza porte come avviene con i protocolli di trasporto TCP e UDP (per approfondire il funzionamento e le differenze tra questi protocolli, consulta il nostro articolo sulla differenza tra TCP e UDP).

Dal punto di vista della sicurezza, il PPTP si basa su MPPE (Microsoft Point-to-Point Encryption), che utilizza l’algoritmo RC4 con chiavi da 40, 56 o 128 bit, mentre l’autenticazione degli utenti avviene tramite MS-CHAPv2. Sebbene una chiave a 128 bit possa sembrare adeguata, il problema principale riguarda le vulnerabilità note di RC4 e del sistema di autenticazione, ormai considerati insicuri secondo gli standard moderni di crittografia VPN.

Un ulteriore limite è l’assenza della Perfect Forward Secrecy (PFS), una funzionalità adottata dai protocolli più recenti che genera chiavi di cifratura indipendenti per ogni sessione. Senza questa protezione, la compromissione di una chiave può mettere a rischio una quantità significativa di dati precedentemente scambiati, a differenza di quanto avviene con gli approcci attuali basati sulla crittografia end-to-end.

Anche la compatibilità di rete rappresenta un punto debole del PPTP. Poiché il protocollo si affida a GRE per il trasporto dei dati, può essere bloccato facilmente da firewall aziendali e reti pubbliche che filtrano questo tipo di traffico. Inoltre, i dispositivi che utilizzano il NAT (Network Address Translation) possono incontrare difficoltà nella gestione delle connessioni PPTP, perché GRE non utilizza porte come i protocolli basati su TCP o UDP. Questo può causare connessioni instabili o richiedere configurazioni specifiche, come il PPTP passthrough.

Questa combinazione di crittografia obsoleta, assenza di PFS e problemi di compatibilità spiega perché il PPTP sia oggi considerato un protocollo superato e poco sicuro.

La VPN PPTP è sicura?

La risposta breve è no: oggi il PPTP non può essere considerato un protocollo sicuro. Le sue tecniche di crittografia e autenticazione sono state compromesse da tempo e non offrono il livello di protezione richiesto da una VPN moderna.

Il primo limite riguarda, appunto, la crittografia. Il PPTP utilizza MPPE basato sull’algoritmo RC4, un cifrario ormai considerato insicuro a causa delle vulnerabilità note che ne hanno compromesso l’affidabilità. Per questo motivo RC4 è stato progressivamente abbandonato negli standard di sicurezza moderni.

Il secondo problema riguarda l’autenticazione tramite MS-CHAPv2, anch’essa compromessa. Nel 2012, durante il DEF CON 20, i ricercatori Moxie Marlinspike e David Hulton dimostrarono che le sessioni protette con MS-CHAPv2 potevano essere violate rapidamente utilizzando strumenti come Chapcrack e CloudCracker. La vulnerabilità confermò le debolezze già note del protocollo ( già negli anni 90 il crittografo Bruce Schneier ne aveva evidenziato le debolezze) e contribuì alla progressiva dismissione del PPTP a favore di soluzioni più sicure.

A questi limiti si aggiunge l’assenza della Perfect Forward Secrecy (PFS), che impedisce di utilizzare chiavi di sessione indipendenti per ogni connessione. Di conseguenza, la compromissione di una chiave può mettere a rischio anche il traffico precedente, un approccio ormai superato rispetto ai protocolli VPN moderni.

Il problema del PPTP, quindi, non è una singola vulnerabilità, ma la combinazione di diversi elementi obsoleti: crittografia debole, autenticazione compromessa e mancanza di protezioni avanzate come la PFS. Per questo motivo non è consigliato per proteggere dati personali, credenziali o comunicazioni riservate.

Può avere ancora un’utilità limitata su sistemi legacy o per esigenze non sensibili, ma per qualsiasi scenario in cui la sicurezza sia una priorità è preferibile utilizzare una VPN sicura con protocolli progettati secondo gli standard attuali.


Il PPTP è deprecato? Il supporto delle piattaforme nel 2026

Sì. Nel 2026 il PPTP è considerato un protocollo obsoleto e la maggior parte delle principali piattaforme ne ha rimosso o deprecato il supporto a causa delle sue note vulnerabilità di sicurezza.

Apple lo ha abbandonato già nel 2016, rimuovendo il supporto nativo al PPTP da macOS Sierra e iOS 10. Anche Microsoft, nonostante abbia contribuito allo sviluppo del protocollo, ne ha avviato la dismissione: nelle versioni più recenti di Windows Server il PPTP è deprecato e il servizio RRAS non accetta più connessioni PPTP e L2TP per impostazione predefinita, privilegiando alternative più sicure come SSTP e IKEv2.

La stessa evoluzione riguarda i provider VPN, che hanno progressivamente sostituito il PPTP con protocolli moderni come NordLynx, OpenVPN e IKEv2/IPsec, in grado di offrire maggiore sicurezza e prestazioni migliori. Oggi la presenza del PPTP tra le opzioni consigliate è più un segnale di tecnologia datata che un vantaggio.

Il protocollo rimane quindi utilizzabile quasi esclusivamente in contesti legacy o su dispositivi obsoleti privi di alternative moderne. Per la maggior parte degli utenti, il PPTP è ormai una soluzione superata e sconsigliata.

Piattaforma

Supporto nativo PPTP (2026)

Windows 10 / 11

Disponibile ma non consigliato

macOS

Rimosso da macOS Sierra

iOS

Rimosso da iOS 10

Android

Rimosso sulle versioni più recenti

App VPN affidabili

Non disponibile

Vantaggi e svantaggi del protocollo PPTP

Prima di scegliere un protocollo VPN, è utile valutare punti di forza e limiti oggettivi del PPTP. Se è rimasto in uso per molti anni, è perché offriva alcuni vantaggi concreti; tuttavia, oggi questi sono ampiamente superati dalle alternative moderne.

Vantaggi del PPTP

Il principale punto di forza del PPTP è la velocità. Grazie a una crittografia poco onerosa, introduce un overhead minimo e garantisce connessioni rapide, soprattutto su hardware datato. Questa velocità, però, deriva anche dalla debolezza dei suoi meccanismi di sicurezza.

Un altro vantaggio è l'ampia compatibilità con sistemi legacy. Il PPTP è ancora supportato da molti dispositivi e sistemi operativi meno recenti, risultando talvolta l'unica opzione disponibile su hardware non più aggiornabile.

Infine, è semplice da configurare: nella maggior parte dei casi non richiede software aggiuntivo né configurazioni complesse.

Oggi, però, protocolli come WireGuard, OpenVPN e IKEv2/IPsec offrono prestazioni pari o superiori, mantenendo standard di sicurezza nettamente più elevati.

Svantaggi del PPTP

Il principale limite del PPTP è la sicurezza. La crittografia MPPE basata su RC4 e l'autenticazione MS-CHAPv2 sono considerate compromesse e non sono più adeguate a proteggere dati sensibili.

Anche la compatibilità di rete può rappresentare un problema. La dipendenza dal protocollo GRE rende il PPTP poco affidabile su reti con firewall restrittivi o dispositivi NAT, causando talvolta connessioni instabili o impossibili.

Un'altra importante limitazione è l'assenza della Perfect Forward Secrecy: se una chiave viene compromessa, anche le comunicazioni precedenti possono essere esposte.

Infine, il protocollo è ormai deprecato. Apple ne ha rimosso il supporto nativo, Microsoft ne ha avviato il progressivo abbandono e i principali provider VPN lo hanno ormai eliminato dalle proprie offerte. Scegliere il PPTP oggi significa quindi affidarsi a una tecnologia superata, con prospettive limitate in termini di sicurezza, compatibilità e supporto futuro.

PPTP a confronto con i protocolli VPN moderni

Ora mettiamo il PPTP a confronto con le alternative attuali in modo da evidenziare il divario in termini di sicurezza, prestazioni e affidabilità. La tabella seguente offre una panoramica dei protocolli più diffusi, seguita da un'analisi più dettagliata di ciascuno.


Protocollo

Velocità

Sicurezza

Crittografia

Porte

PPTP

Veloce

Debole

MPPE / RC4

TCP 1723 + GRE

L2TP/IPsec

Moderata

Moderata

Fino a 256-bit

UDP 500/4500

IKEv2/IPsec

Veloce

Solida

Fino a 256-bit

UDP 500/4500

OpenVPN

Moderata

Solida

AES-256

TCP/UDP configurabile

NordLynx (basato su WireGuard)

Molto veloce

Solida

ChaCha20

UDP


PPTP vs L2TP

La distinzione fondamentale tra PPTP e L2TP sta nella crittografia. Il PPTP integra un proprio sistema di crittografia (MPPE con RC4), mentre il protocollo L2TP di per sé non offre alcuna crittografia: per proteggere i dati si appoggia a IPsec, dando vita alla combinazione nota come protocollo L2TP/IPsec. È proprio questo abbinamento a rendere l'L2TP più sicuro del PPTP, grazie a una crittografia che può arrivare fino a 256 bit e a un'autenticazione più robusta.

Detto questo, sarebbe un errore considerare l'L2TP la soluzione ideale. L'L2TP/IPsec tende inoltre a essere più lento del PPTP, a causa del doppio incapsulamento dei dati, e presenta anch'esso un overhead maggiore. In altre parole, tra i due l'L2TP è la scelta più sicura, ma nessuno dei due rappresenta oggi un'opzione consigliabile rispetto ai protocolli di ultima generazione.

PPTP vs OpenVPN

OpenVPN è un protocollo open source, il che significa che il suo codice è pubblico e può essere esaminato da chiunque; nel corso degli anni è stato sottoposto a verifiche e audit indipendenti che ne hanno confermato la solidità. Sul piano tecnico offre una solida crittografia (tipicamente AES-256), un'autenticazione sicura basata su certificati e il supporto alla forward secrecy, ossia proprio quella protezione delle chiavi di sessione che al PPTP manca del tutto.

A tutto questo si aggiunge una grande flessibilità: OpenVPN può operare sia su TCP sia su UDP e su porte configurabili, il che lo rende molto più efficace nell'aggirare firewall e reti restrittive. In ogni singolo aspetto rilevante, sicurezza, affidabilità, trasparenza, OpenVPN si dimostra superiore al PPTP, con l'unico compromesso di una velocità in genere leggermente inferiore a quella dei protocolli più recenti come WireGuard.

PPTP vs IKEv2/IPsec

Il protocollo IKEv2/IPsec rappresenta un'alternativa nettamente migliore del PPTP, con un profilo particolarmente adatto all'uso in mobilità. Combina infatti velocità elevate, una crittografia solida(fino a 256 bit) e un'ottima stabilità della connessione, tre qualità che il PPTP non è in grado di offrire tutte insieme.

Il suo vantaggio più distintivo, però, riguarda la gestione dei cambi di rete. Grazie al supporto del protocollo MOBIKE, l'IKEv2/IPsec è in grado di ristabilire la connessione in modo quasi istantaneo quando si passa, ad esempio, dal Wi-Fi ai dati mobili, senza interruzioni evidenti per l'utente. Per chi utilizza la VPN su smartphone e si sposta di frequente, questa capacità di riconnessione rapida fa una differenza enorme rispetto al comportamento rigido e datato del PPTP.

PPTP vs WireGuard e NordLynx

“Last but not least” WireGuard, il protocollo che rappresenta la nuova generazione delle VPN. Grazie a un codice estremamente snello, alla natura open source e a numerosi audit indipendenti, offre un'elevata combinazione di sicurezza, trasparenza e prestazioni. Utilizza la crittografia moderna ChaCha20 e supera il PPTP sia in velocità sia in protezione, dimostrando che oggi non è più necessario scegliere tra rapidità e sicurezza.

In questo scenario si inserisce il protocollo NordLynx, l'implementazione di WireGuard sviluppata da NordVPN. NordLynx combina le prestazioni di WireGuard con un'architettura progettata per migliorare la privacy, grazie a un sistema a doppio NAT che protegge la gestione degli indirizzi IP. Il risultato è un protocollo veloce e sicuro, agli antipodi rispetto al PPTP: mentre quest'ultimo sacrificava la sicurezza per ottenere maggiore leggerezza, NordLynx dimostra che le VPN moderne possono offrire entrambe senza compromessi.

Conviene ancora usare il PPTP? Cosa usare al suo posto

Arrivati a questo punto, il verdetto è netto e senza troppi giri di parole: no, il PPTP non è più una scelta consigliabile per nessuna attività che richieda un minimo di riservatezza. La sua crittografia è compromessa, la sua autenticazione è violabile in tempi rapidi e le principali piattaforme lo stanno abbandonando. Per navigare in sicurezza, proteggere le proprie credenziali o gestire dati personali e sensibili, affidarsi al PPTP significa esporsi a rischi che oggi non ha più senso correre.

L'unico scenario in cui il PPTP può ancora avere una qualche ragione d'essere è quello dei dispositivi datati che non supportano alcun protocollo moderno, e comunque solo come ultima risorsa e mai per traffico che richieda protezione. Fuori da questo caso limite, non esiste una situazione in cui il PPTP rappresenti la scelta migliore.

La buona notizia è che il percorso per abbandonarlo è semplice e non richiede compromessi. Passare a un protocollo moderno come NordLynx, OpenVPN o IKEv2/IPsec ti garantisce fin da subito una privacy e una sicurezza nettamente superiori, spesso con prestazioni persino migliori di quelle che il PPTP offriva. La scelta tra questi protocolli dipende dalle tue priorità: NordLynx è l'ideale se cerchi la massima velocità unita a una forte protezione, OpenVPN è perfetto per chi mette al primo posto trasparenza e affidabilità collaudata, mentre IKEv2/IPsec dà il meglio di sé sui dispositivi mobili grazie alla riconnessione rapida nei passaggi tra Wi-Fi e rete dati. Se hai bisogno di orientarti tra le varie opzioni, questa guida su come scegliere una VPN può aiutarti a individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

In pratica, il modo più semplice per lasciarsi il PPTP alle spalle è affidarsi a un servizio che integri già i protocolli moderni. NordVPN, ad esempio, si basa su tecnologie come NordLynx, OpenVPN e IKEv2/IPsec e ha scelto deliberatamente di non offrire il PPTP proprio perché non ritenuto sufficientemente sicuro: un buon esempio di come i provider affidabili abbiano ormai voltato pagina rispetto ai protocolli obsoleti.


CONSIGLIO: se utilizzi ancora un dispositivo che supporta esclusivamente il PPTP, considera la sua compatibilità VPN ormai superata. La scelta più sicura è trasferire le attività che coinvolgono dati sensibili su un dispositivo in grado di supportare protocolli moderni come NordLynx o OpenVPN, riservando il vecchio hardware solo a utilizzi che non richiedono protezione dei dati.

Oggi la vera domanda non è più "conviene usare il PPTP?", bensì "quale protocollo moderno si adatta meglio alle mie esigenze?" e la risposta, qualunque essa sia, andrà comunque nella direzione di più privacy e più sicurezza.

Domande frequenti

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Chiara Ribaldo | NordVPN

Chiara Ribaldo

Chiara è una copywriter convinta fermamente che ogni argomento a questo mondo possa trasformarsi in una straordinaria storia da raccontare e dalla quale imparare.