Cos’è il deep web?
Fu l’esperto informatico Michael K. Bergman nel 2001 a coniare il termine “deep web” per indicare una porzione tanto vasta quanto sommersa di internet. Ma cos’è esattamente questo territorio digitale che c’è ma non si vede? Per comprendere cos'è il deep web, è necessario partire dal concetto di indicizzazione, ovvero il processo con cui i motori di ricerca, come Google, Bing, Yahoo, analizzano e archiviano i contenuti online, rendendoli accessibili tramite query. Senza indicizzazione, una pagina web è raggiungibile solo conoscendone l'indirizzo esatto. Tuttavia, non tutti i contenuti vengono indicizzati: molti di quelli con cui interagiamo quotidianamente restano esclusi dai risultati di ricerca. Parliamo di email, transazioni bancarie, pagine di login e autenticazione — dai servizi di streaming ai social network — aree riservate di aziende o università, forum, messaggi diretti, contenuti dinamici e molto altro. Naturalmente, tra i siti non indicizzati ci sono anche quelli ritenuti illegali dai motori di ricerca, come i siti sottoposti a censure governative o i siti di malware. Sebbene siano online, dunque, tutti questi elementi non sono accessibili tramite i motori di ricerca.
Cos’è il dark web?
Anche il dark web è una parte del web non indicizzata dai motori di ricerca, il che significa che i suoi contenuti non compaiono nei risultati delle ricerche tradizionali. Ma la caratteristica principale del dark web non è solo l’assenza di indicizzazione: questa parte nascosta di Internet si sviluppa all’interno di reti parallele e anonime, chiamate darknet, accessibili esclusivamente tramite software specifici come Tor. Questo sistema si basa sulla rete onion, che crittografa i dati e instrada la connessione attraverso più nodi per proteggere l’identità degli utenti e garantire un alto livello di anonimato.
Quando nasce, nel 1999, il dark web ha un nome più rassicurante, Freenet, una piattaforma che lo studente Ian Clarke aveva creato per la condivisione libera e anonima di contenuti. Nel 2002 quando viene lanciato il progetto Tor (The Onion Routing), lo scopo era sempre il medesimo: garantire libertà di espressione a giornalisti, attivisti e cittadini di paesi soggetti a censura. A partire dal 2008, con la distribuzione del browser Tor, l’accesso al dark web diventa più semplice anche per utenti non esperti e le cose cambiano velocemente.
Oggi il dark web ospita ancora forum e siti che promuovono la libertà di espressione in contesti repressivi, ma ha anche un’area decisamente più oscura rappresentata dal “mercato nero”, dove si vende e compra di tutto, da farmaci a contenuti pirati, da articoli scientifici distribuiti senza autorizzazione e dati rubati, dalle droghe alle armi. Senza dimenticare i forum frequentati da hacker e cybercriminali, dove vengono condivisi strumenti, tecniche e piani per attacchi informatici. Proprio per la sua struttura anonima, il dark web rappresenta un ambiente complesso e ambivalente, in cui libertà e rischio coesistono.
6 differenze chiave tra il dark web e il deep web
Come abbiamo visto, la differenza tra dark web e deep web non riguarda solo i contenuti. Scopriamo insieme 6 aspetti chiave che li distinguono.
1. Dimensione
La prima differenza tra deep web e dark web riguarda la loro dimensione all’interno dell’intero ecosistema di Internet. Per comprenderla meglio, si può usare la metafora di un iceberg: la parte visibile, la punta emersa, rappresenta il Surface Web, ovvero tutto ciò che è facilmente accessibile tramite i motori di ricerca con una semplice query, come “dove dormire a Londra”.
Sotto la superficie si trova il deep web, che comprende contenuti non indicizzati, come email, dati bancari o archivi protetti da login. Si stima che costituisca oltre il 90% del web. Ancora più in profondità, all’estremità più nascosta e meno accessibile, si colloca il dark web, che secondo alcune stime rappresenta appena lo 0,01% dell’intera rete.
2. Scopo d’uso
Un’altra differenza fondamentale tra deep web e dark web riguarda il loro scopo d’uso. Il deep web ha una funzione principalmente pratica: ospita contenuti riservati o sensibili, come caselle di posta elettronica, dati sanitari, profili utente, archivi aziendali o accademici, accessibili solo tramite autenticazione. Il suo scopo è garantire privacy e sicurezza, impedendo l’accesso pubblico a informazioni personali o riservate.
Il dark web, invece, nasce con un intento diverso: offrire uno spazio riservato. È usato sia da chi ha bisogno di proteggere la propria identità — come attivisti, giornalisti o cittadini sotto regimi repressivi — sia, purtroppo, da chi sfrutta questa rete per attività illecite o non tracciabili, come la vendita di dati rubati, armi o sostanze illegali.
3. Accesso
Accedere al deep web è qualcosa che fai ogni giorno, spesso senza accorgercene: basta effettuare il login a un’email, entrare nel tuo home banking o consultare un archivio universitario. Sono tutte attività che avvengono tramite browser tradizionali (come Chrome, Firefox o Safari), ma che richiedono credenziali d’accesso o permessi specifici.
Al contrario, il dark web non è accessibile dai normali motori di ricerca o browser. Per entrarci, è necessario utilizzare software dedicati, come il browser Tor, che permette di accedere a siti con estensione .onion, nascosti e non indicizzati. Questo tipo di accesso, più complesso e volontario, è progettato per offrire un alto livello di riservatezza e rendere difficile ogni forma di tracciamento.
4. Contenuti
I contenuti del deep web sono per lo più legittimi e protetti, come email, dati bancari, cartelle cliniche, documenti accademici o aree riservate accessibili solo tramite login. Si tratta di informazioni private che non compaiono nei risultati dei motori di ricerca. Tuttavia, anche in questa vasta area digitale esistono contenuti illeciti, spesso nascosti in database o piattaforme non facilmente accessibili.
I contenuti sul dark web spaziano da forum anonimi e risorse per la libertà di espressione in paesi soggetti a censura, fino a mercati neri, dati rubati e altri materiali illegali. È proprio la riservatezza garantita dalla rete a renderlo un ambiente più esposto di altri ad abusi e attività criminali.
5. Riservatezza
Il deep web non ha come fine quello di garantire la riservatezza dei suoi utenti, ma piuttosto di limitare l’accesso a determinati contenuti: si tratta infatti di sezioni del web non indicizzate dai motori di ricerca, come già spiegato, dove però la navigazione resta facilmente tracciabile.
Il dark web, invece, è costruito proprio attorno ai principi di riservatezza e protezione dell’identità. Si avvale di reti come Tor, progettate per nascondere l’indirizzo IP e rendere estremamente difficile il tracciamento delle attività online. Questo ambiente è spesso scelto da chi necessita di agire lontano da occhi indiscreti — come giornalisti, attivisti o persone che vivono in Paesi con forte censura — ma anche da criminali e hacker che sfruttano l’anonimato offerto per le proprie attività illecite.
6. Sicurezza
Il deep web è generalmente sicuro, grazie a sistemi di protezione come password, autenticazioni e permessi specifici che limitano l’accesso ai dati personali o aziendali. Questi meccanismi impediscono l’ingresso a utenti non autorizzati, anche se, naturalmente, la trasmissione delle informazioni può essere vulnerabile se non adeguatamente crittografata.
Nel dark web, la sicurezza si basa su tecnologie avanzate di crittografia come quelle offerte dalla rete Tor, che proteggono l’identità degli utenti e la riservatezza delle comunicazioni. Tuttavia, proprio per questa natura, il dark web può nascondere anche rischi come truffe, malware e attività criminali. La sicurezza dipende quindi molto dal comportamento, dall’esperienza e dagli strumenti utilizzati dagli utenti.
Rischi quando si accede al deep web e al dark web
Navigare in rete non è sempre pericoloso, molto dipende dal grado di conoscenza e consapevolezza dell’utente quando è online. Conoscere i possibili rischi di questi due mondi digitali è, dunque, cruciale per non avere spiacevoli sorprese.
Anche se il deep web è generalmente sicuro, possono esserci alcuni rischi legati soprattutto alla protezione dei dati e alla connessione, come, ad esempio:
- Furto di credenziali. Se accedi a email, conti bancari o aree riservate da reti pubbliche o non protette, potresti essere esposto a intercettazioni (es. attacchi "man-in-the-middle").
- Phishing. Alcune pagine interne, pur non indicizzate, possono contenere link malevoli o imitazioni di servizi ufficiali create per rubare dati sensibili.
- Crittografia debole. Alcuni servizi presenti nel deep web non adottano protocolli di crittografia adeguati (es. HTTPS), lasciando i dati esposti a potenziali intercettazioni.
Il dark web, invece, è molto più rischioso e ti sconsigliamo di visitarlo se non possiedi conoscenze o strumenti adeguati a proteggerti. Lì è possibile imbattersi in:
- Malware e virus. Alcuni siti nel dark web possono contenere software dannosi che si installano automaticamente sul dispositivo, mettendo a rischio dati sensibili e integrità del sistema.
- Truffe e marketplace fraudolenti. I mercati illegali non offrono alcuna garanzia: venditori e acquirenti possono sparire con il denaro, e le transazioni in criptovalute rendono impossibile ottenere un rimborso.
- Phishing e furto di identità. Non mancano siti falsi e conversazioni ingannevoli create per carpire informazioni personali, come password o dati bancari.
- Contenuti illegali o disturbanti. Navigando nel dark web si può entrare in contatto, anche per errore, con materiale illegale o estremamente scioccante, potenzialmente traumatico.
- Comunità pericolose. Alcuni forum ospitano gruppi di hacker, estremisti o criminali, dove si condividono strumenti per attacchi informatici o si reclutano nuovi membri per attività illecite.
Come proteggere i tuoi dati sul deep web e sul dark web
Per proteggere i tuoi dati personali durante la navigazione, è fondamentale seguire alcune regole di base. Quando si parla di sicurezza online, la prudenza non è mai troppa — soprattutto se scegli di esplorare il dark web.
Proteggiti sul deep web
Anche se, come abbiamo visto, il deep web è generalmente più sicuro rispetto al dark web, accedere ad aree riservate come email, conti bancari o archivi privati richiede comunque molta attenzione. Ecco alcune buone pratiche per mantenere al sicuro i tuoi dati:
- Utilizza password forti e uniche per ogni account: evita parole comuni o ricicli di vecchie credenziali e non usare la stessa password per più account.
- Abilita l’autenticazione a due fattori (2FA): un secondo livello di protezione riduce notevolmente il rischio di accessi non autorizzati.
- Non salvare automaticamente le password nei browser se stai accedendo da dispositivi condivisi o poco sicuri.
- Aggiorna regolarmente software e dispositivi, per evitare vulnerabilità sfruttabili da attacchi esterni.
Proteggiti sul dark web
Non ci stancheremo di ripeterlo: navigare nel dark web comporta rischi elevati, per questo ti suggeriamo di non accedervi a meno che non sia strettamente necessario. Fatta questa premessa, per proteggere al meglio identità e dati sensibili, è quanto mai cruciale adottare misure di sicurezza avanzate:
- Usa una VPN in combinazione con il browser Tor per proteggere la tua connessione e rendere ancora più difficile il tracciamento dei tuoi dati. Scopri di più sui vantaggi di questo uso combinato in questo articolo: VPN vs. Tor – Qual è la differenza?
- Evita di condividere informazioni personali o identificabili, soprattutto su forum o marketplace: anche un dettaglio può compromettere la tua riservatezza.
- Monitora i tuoi account, in particolare quelli finanziari, e attiva notifiche per accessi sospetti o transazioni non autorizzate.
- Usa strumenti come Dark Web Monitor di NordVPN per analizzare costantemente i forum e i siti del dark web alla ricerca di eventuali tue credenziali rubate.
- Aggiornati costantemente sulle minacce informatiche e sulle buone pratiche di cybersecurity per ridurre al minimo i rischi durante la navigazione.
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