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Indice di rischio informatico

Dagli Stati Uniti all'India: 50 Paesi analizzati,
che rappresentano il 70% della popolazione mondiale.

Dati raccolti e analisi approvati da

Indice di rischio informatico

50 Paesi in base alla loro vulnerabilità ai crimini informatici

Su una scala da 0 a 1, il Cyber Risk Index (CRI) misura il rischio di esposizione ai crimini informatici in base al Paese di residenza. Più alto è l'indice, maggiore è il rischio.

Paesi con il maggior
rischio informatico

Paese

CRI

1.

Islanda

0.839

2.

Svezia

0.809

3.

Emirati Arabi Uniti

0.774

4.

Norvegia

0.729

5.

Stati Uniti

0.713

6.

Singapore

0.670

7.

Irlanda

0.664

8.

Nuova Zelanda

0.664

9.

Danimarca

0.657

10.

Regno Unito

0.664

Paesi con il minor
rischio informatico

Paese

CRI

41.

Ucraina

0.361

42.

Iran

0.349

43.

Filippine

0.337

44.

Tailandia

0.334

45.

Cina

0.326

46.

Sudafrica

0.300

47.

Indonesia

0.291

48.

Iraq

0.290

49.

Nigeria

0.239

50.

India

0.186

Paese

CRI

Argentina

0.601

Australia

0.601

Austria

0.503

Belgio

0.621

Brasile

0.519

Canada

0.621

Cile

0.621

Cina

0.326

Repubblica Ceca

0.474

Danimarca

0.657

Estonia

0.456

Finlandia

0.641

Francia

0.467

Germania

0.530

Grecia

0.481

Ungheria

0.441

Islanda

0.839

India

0.186

Indonesia

0.291

Iran

0.349

Iraq

0.290

Irlanda

0.664

Israele

0.646

Italia

0.500

Giappone

0.444

Lettonia

0.429

Lituania

0.447

Malesia

0.479

Messico

0.450

Paesi Bassi

0.617

Nuova Zelanda

0.664

Nigeria

0.239

Norvegia

0.729

Filippine

0.337

Polonia

0.367

Portogallo

0.454

Russia

0.364

Arabia Saudita

0.484

Singapore

0.670

Sudafrica

0.300

Corea del Sud

0.556

Spagna

0.484

Svezia

0.809

Svizzera

0.597

Tailandia

0.334

Turchia

0.386

Ucraina

0.361

Emirati Arabi Uniti

0.774

Regno Unito

0.664

Stati Uniti

0.713

Cyber risk a livello globale

I 5 livelli di cyber risk

18 su 50 paesi analizzati risultano con un livello di cyber risk elevato o molto elevato.

Mappa Globale dell'Indice di Rischio Informatico

Ricevi il rapporto completo cliccando qui

Accedi al rapporto del Cyber Risk Index per tutti i 50 Paesi.

Rapporto sull'Indice di Rischio Informatico

Informazioni principali del rapporto

I Paesi sviluppati sono più vulnerabili

Fattori come un'economia ad alto reddito, infrastrutture tecnologiche avanzate, urbanizzazione e digitalizzazione comportano un livello più elevato di crimini informatici. Ecco perché l'Europa settentrionale, che detiene il più alto salario medio mensile e un tasso di penetrazione di Internet superiore al 90%, è l'area più pericolosa al mondo per svolgere attività online. L'America settentrionale non è da meno.

CRI
Alto indice di rischio informatico USA e Regno Unito

Gli Stati Uniti e il Regno Unito sono tra i primi 10 Paesi più a rischio

Sorprendentemente, il Regno Unito si colloca al 1° posto e gli Stati Uniti al 2° nel Global Cybersecurity Index, ovvero l'indice di sicurezza informatica globale, che viene calcolato in base a fattori legali, tecnici, organizzativi e di sviluppo delle capacità a livello nazionale. Tuttavia, questi fattori hanno un impatto limitato sul rischio informatico se si considera il livello individuale. Contano di più l'esposizione alle minacce e il reddito.

Il segreto dell'Europa occidentale

L'Europa occidentale rientra nella categoria di Paesi con un rischio informatico moderato, al contrario dell'Europa settentrionale e dell'America settentrionale, che presentano invece un rischio informatico elevato. Gli europei occidentali sono meno esposti alle minacce online perché trascorrono in rete solo 5 ore al giorno rispetto alla media globale di 6,5 ore.

CRI Europe
Indice di basso rischio informatico India

L'India ha il punteggio migliore

È l'unico Paese che rientra nella categoria di quelli con un rischio informatico molto basso. Un indiano medio ha un'esposizione molto bassa a Internet e alle relative minacce. Inoltre, con un salario mensile 13 volte inferiore alla media, gli indiani non sono obiettivi allettanti per i criminali informatici. Tuttavia, se restringessimo il nostro raggio d'azione agli indiani iperattivi online, la situazione sarebbe diversa. Per maggiori informazioni consulta il rapporto.

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