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Smartphone a letto: lo studio con tutti i dati aggiornati

Quanti di voi, appena svegli, controllano come prima cosa il proprio telefono? Ricordate i tempi in cui la prima cosa da fare al mattino era andare in bagno o rifare il letto? Oggi, invece, è quasi automatico controllare il telefono dopo aver spento la sveglia. Ma quanti di noi effettivamente lo fanno? Abbiamo deciso di fare una ricerca per scoprirlo.

Smartphone a letto: lo studio con tutti i dati aggiornati

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Abbiamo inoltre scoperto che, nella maggior parte dei casi, una volta che la sera ci mettiamo a letto, i nostri occhi passano ulteriore tempo davanti agli schermi: controlliamo le notifiche più recenti, guardiamo contenuti, lavoriamo o leggiamo e-book. La tecnologia è diventata parte integrante della nostra routine quotidiana: gli smartphone e altri dispositivi simili sono un ingrediente fondamentale per l’attività lavorativa ma anche per lo svago, accompagnando tantissime persone nei momenti di relax a letto.

Ma vediamo più da vicino i numeri di questa ricerca.

Utilizzo dei dispositivi digitali a letto in Italia e all’estero

Che sia per guardare serie su Netflix o informarsi sugli aggiornamenti di cronaca delle principali testate online, l’88% degli italiani coinvolti nel sondaggio (persone tra i 18 e i 74 anni) afferma di usare dispositivi digitali (come smartphone, tablet, laptop, TV) mentre è a letto.

Tra tutti i Paesi coinvolti nella ricerca, solo il Messico ha superato l’Italia, con un incredibile 97% di utenti che fruiscono di contenuti digitali anche a letto. Mentre, i nostri vicini svizzeri hanno i numeri più bassi con un comunque alto 75% di utilizzatori di dispositivi elettronici a letto.

utilizzo dei dispositivi digitali a letto

Come è facile intuire, gli smartphone sono di gran lunga i dispositivi più usati in camera da letto (90% dei casi in Italia). La percentuale scende al 61% se si parla di guardare la TV a letto, mentre il 36% usa un computer e il 33% preferisce il tablet.

I valori registrati in Italia sono mediamente superiori rispetto agli altri Paesi oggetto dello studio. In particolare, la massima deviazione fra media e valori italiani si registra nell’uso della televisione a letto (61% contro 43%), mentre i grafici combaciano quasi perfettamente se si tratta di dispositivi per leggere libri digitali (gli eReader sono usati nel 13% dei casi in Italia, contro l’11% della media mondiale).

E non finisce qui, dato che l’Italia è sul podio anche per numero medio di dispositivi utilizzati a letto, con 2,6 (pari merito con la Germania), superiore al 2,3 mondiale, dietro solo al Messico che si conferma leader anche in questa categoria con 2,9 device.

Utenti mattinieri VS. utenti notturni

La ricerca ha anche rivelato che la maggior parte delle persone che fa uso di smartphone o altri device a letto si dedica a varie attività virtuali prima di dormire: l’89% degli intervistati dice di usare dispositivi elettronici a letto durante la sera o di notte. Al contrario, le persone mattiniere non amano passare troppo tempo a “scrollare” davanti a uno schermo: solo il 38% degli utenti afferma di navigare anche al mattino.

Tra i Paesi partecipanti, quelli del Nord Europa (Svezia, Danimarca, Norvegia) sono tra i più attivi digitalmente a letto, con ben oltre il 40% che usa un dispositivo elettronico al mattino e oltre il 90% la sera o la notte. I Paesi anglofoni (come Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia) non si discostano di molto dalla media per entrambe le categorie. Per quanto riguarda l’Italia, il valore scende al 22% fra chi fa uso di smartphone a letto nelle prime ore del mattino, mentre corrisponde alla media mondiale per gli altri periodi della giornata.

Come vengono usati i dispositivi elettronici a letto

Quasi la metà degli intervistati rivela di svegliarsi la mattina grazie alla sveglia del cellulare. Al mattino, la maggior parte delle persone tende a controllare le notizie, leggere le email e navigare sui social media mentre è ancora a letto. Di notte, invece, gli intervistati preferiscono guardare video e serie TV sulle loro piattaforme di streaming preferite.

Tra le popolazioni coinvolte nella ricerca, i messicani sono i più propensi a controllare i media appena svegli (72%). I tedeschi controllano maggiormente le notizie (54%), mentre i polacchi sono in cima alla classifica delle email, messaggi e SMS (73%). La sera, i messicani continuano a essere fra i più assidui utilizzatori di device elettronici a letto, con il 63% che guarda serie TV e il 61% che preferisce invece i video.

Per quanto riguarda l’Italia, le percentuali di utilizzo sono piuttosto vicine alla media globale. Al mattino, gli italiani sono meno propensi a leggere o ascoltare le notizie a letto (39% rispetto al 42% mondiale), ma sono in cima alla classifica in 3 altre categorie:

  • Shopping online (31% contro 22%).
  • Guardare video su Youtube (44% contro 37%).
  • Giocare ai videogame (33% contro 23%).

I numeri cambiano se si considera l’utilizzo serale e notturno dello smartphone a letto. Gli italiani sono infatti fra gli utenti che tendono meno ad ascoltare musica o podcast (25% contro la media del 28%) ma leggono di più le email e gli eBook (rispettivamente 58% e 20% rispetto a una media globale del 52% e 16%).

come vengono usati i dispositivi elettronici a letto

Modalità “notte”, una funzionalità sconosciuta

Più della metà degli intervistati ammette di non usare la modalità “Notte” sul proprio smartphone: addirittura il 10% rivela di non sapere nemmeno cosa sia. Italiani, australiani, messicani e norvegesi sono tra i principali utilizzatori di questa funzione (33-40%), mentre americani, giapponesi e polacchi preferiscono rimanere raggiungibili anche quando dormono (il 63-68% preferisce non attivare la modalità “Notte” sui propri dispositivi).

Anche se la percentuale di italiani che non utilizza questa funzione non si discosta molto dalla media mondiale (55% in Italia contro il 58% globale), il 40% dei nostri connazionali che ne fa utilizzo, fa dell’Italia il Paese numero uno al mondo da questo punto di vista.

La consapevolezza mostrata dagli italiani verso questa funzione, che ricordiamolo blocca le notifiche durante il sonno, è di gran lunga superiore rispetto ad altri Paesi stranieri.

Inglesi, francesi e danesi, rispettivamente nel 12, 15 e 20% dei casi, hanno ammesso di non sapere nemmeno che questa funzione fosse disponibile sul proprio smartphone (contro il 5% degli italiani).

Effetto degli smartphone a letto sulla qualità del sonno

Se alcune delle persone intervistate considerano l’uso dei dispositivi a letto parte del tempo dedicato a svago e relax, la maggioranza degli utenti non la pensa così. Analizzando tutti i dati raccolti, abbiamo notato che più della metà delle persone afferma di trascorrere troppo tempo libero navigando a letto, considerando questa attività una vera e propria perdita di tempo (51%). Inoltre, il 46-48% degli intervistati (della stessa categoria) ammette che l’uso dei dispositivi a letto li porta spesso a leggere brutte notizie e influisce negativamente sulla qualità del sonno.

In Italia, queste percentuali si discostano in maniera netta rispetto alla media. Solo il 39% degli intervistati ritiene che l’uso prolungato dei dispositivi a letto sia uno spreco di tempo (il valore più basso a livello mondiale). In parallelo, però, il 64% ritiene che l’utilizzo di dispositivi elettronici influenzi negativamente la qualità del sonno, il secondo valore più alto fra tutti i Paesi coinvolti.

Dormire o navigare, questo è il dilemma

A livello globale, la ricerca mostra che fra l’89% dei partecipanti tra i 18 e i 74 anni che usano i dispositivi a letto alla sera o di notte, quasi la metà (46%) è soddisfatta del tempo trascorso davanti a uno schermo. Tuttavia, nei Paesi di lingua inglese (escluso il Canada) e nella regione nordica, il 42-45% degli utenti ammette di usare i dispositivi più del previsto prima di dormire.

I Paesi europei, in generale, sono più soddisfatti della gestione del loro tempo davanti allo schermo. In particolare, gli italiani sono i meno preoccupati riguardo al loro utilizzo (il 66% dei nostri connazionali sostiene di usare i dispositivi “quanto previsto”). Al contrario, i messicani, gli spagnoli e i giapponesi sono in testa nell’uso dei dispositivi a letto per periodi “inferiori al previsto” (25-28%) rispetto ad altri Paesi (15% o meno).

Consigli per la sicurezza informatica

Come rivela questa ricerca, l’utilizzo di smartphone o computer a letto per ragioni di lavoro o svago è un’attività molto diffusa. Tuttavia, anche quando navighi al calduccio sotto le coperte, non dovresti dimenticarti della cybersecurity. Ecco qualche consiglio per proteggere la tua sicurezza informatica.

  • Aggiorna tutti i programmi, le app e i sistemi operativi dei dispositivi elettronici. Anche se questa attività richiede un po’ di tempo, non dovresti mai trascurare gli aggiornamenti e le patch.
  • Informati. Non scaricare app sconosciute e leggi sempre con attenzione i termini di servizio.
  • Evita gli app store non ufficiali, perché tendono a ospitare più app pericolose.
  • Evita le reti Wi-Fi pubbliche. Se non puoi farne a meno, collegati tramite una VPN.
  • Massima attenzione. Non cliccare su link sospetti e fai attenzione a numeri di telefono sconosciuti. Se un link non ti convince al 100%, utilizza uno strumento di controllo per verificarne l’affidabilità.
  • Usa una VPN. Le reti private virtuali cifrano i tuoi dati, proteggendoti da spie informatiche e hacker. Con l’app NordVPN, puoi proteggere fino a 10 dispositivi e tenere alla larga gli occhi indiscreti. La maggior parte degli abbonamenti include la funzione di Threat Protection Pro, una contromisura difensiva contro i malware e i download pericolosi.

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Metodologia

Il sondaggio è stato commissionato da NordVPN e condotto dalla società esterna Cint dal 12 febbraio al 4 marzo 2024. Il gruppo target del sondaggio include persone residenti in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Norvegia, Polonia, Messico e Giappone, di età compresa tra 18 e 72 anni (campione rappresentativo a livello nazionale), con un’eccezione per il Messico (18-64 anni), fra i soggetti che usano internet. Sono state applicate quote su età, genere e luogo di residenza. In totale, sono state intervistate 15.600 persone: 800 da Spagna e Svizzera, 1.000 da ognuno degli altri Paesi.